L’Arvesiniadu, un gioiello vitivinicolo della Sardegna

 

L’Arvesiniadu, un gioiello vitivinicolo della Sardegna

Nel cuore della Sardegna, tra le verdi colline e le antiche tradizioni, si cela un tesoro enologico di rara bellezza: l’Arvesiniadu. Questo vitigno autoctono a bacca bianca è un vero e proprio simbolo dell’unicità e della biodiversità dell’isola, rappresentando non solo un patrimonio agricolo, ma anche culturale. 

L’Arvesiniadu è un vitigno autoctono sardo estremamente raro, coltivato oggi in pochissime vigne dell’isola.
Per lungo tempo è rimasto ai margini della viticoltura moderna, ma rappresenta uno dei patrimoni vitivinicoli più autentici della Sardegna.
Questo articolo racconta cos’è l’Arvesiniadu, perché è così raro e come oggi viene interpretato attraverso il vino.

Origini Storiche Le radici dell’Arvesiniadu affondano nella storia vitivinicola sarda. Citato per la prima volta nel 1780 da Andrea Manca Dell’Arca, questo vitigno è stato coltivato per secoli nelle terre del Goceano, una regione storica della Sardegna, particolarmente nei comuni di Benetutti e Bono1. La sua presenza è stata documentata anche da Sante Cettolini nel 1886 e da Alberto Cara nel 1909, testimoniando la sua lunga storia e la sua importanza per le comunità locali1.

Caratteristiche Ampelografiche L’Arvesiniadu si distingue per i suoi grappoli di media grandezza e acini allungati, che maturano sotto il sole mediterraneo. La pianta mostra una buona resistenza alle condizioni climatiche tipiche dell’isola, adattandosi perfettamente al terreno e al microclima sardo2.

Unicità Genetica La vera particolarità dell’Arvesiniadu risiede nel suo profilo genetico. Studi recenti hanno rivelato che non esiste alcuna varietà con almeno il 50% di alleli condivisi, rendendolo estremamente isolato dal punto di vista genetico2. Questo lo rende un “unicum”, un termine usato per descrivere quei vitigni per i quali non è stata trovata nessuna corrispondenza genetica1.

Profilo Enologico I vini prodotti dall’Arvesiniadu sono espressione pura del territorio. Caratterizzati da una finezza e complessità straordinarie, offrono al palato una gamma di sensazioni uniche. La loro intensità e purezza riflettono la terra da cui provengono, portando con sé i sapori e gli aromi di una Sardegna autentica e incontaminata3.

Conservazione e Valorizzazione Nonostante la sua rarità, l’Arvesiniadu è oggetto di un attento lavoro di conservazione e valorizzazione. La sua coltivazione è limitata a circa 20 ettari, ma grazie all’impegno di viticoltori appassionati e progetti di ricerca come “AKINAS - Vitigni unici dalla biodiversità della Sardegna”, il futuro di questo vitigno sembra promettente1.

In conclusione, l’Arvesiniadu non è solo un vitigno, ma un emblema di una terra ricca di storia e natura. La sua unicità è un invito a scoprire e proteggere la biodiversità vitivinicola della Sardegna, un patrimonio da custodire gelosamente per le generazioni future

L’interpretazione di Bentu

Abbiamo scelto di lavorare l’Arvesiniadu in purezza per valorizzarne il carattere più autentico.
Livanti nasce nel nord-ovest della Sardegna, a pochi chilometri dal mare del Golfo dell’Asinara, ed è una delle poche interpretazioni contemporanee di questo vitigno raro.
Attraverso Livanti, l’Arvesiniadu diventa un vino capace di raccontare un territorio unico e poco esplorato

Domande frequenti sull’Arvesiniadu


Cos’è l’Arvesiniadu?

L’Arvesiniadu è un vitigno autoctono sardo estremamente raro, coltivato oggi in pochissime vigne dell’isola.
È una varietà storica, legata a una viticoltura tradizionale e non intensiva, che esprime vini profondamente connessi al territorio in cui nasce.


Perché l’Arvesiniadu è un vitigno così raro?

L’Arvesiniadu è raro perché ha rese naturalmente basse ed è complesso da coltivare.
Per questo motivo, nel tempo è stato spesso abbandonato a favore di vitigni più produttivi o commercialmente noti.
Oggi è riscoperto da poche realtà che puntano su identità, territorio e qualità.


Che tipo di vino si ottiene dall’Arvesiniadu?

Dall’Arvesiniadu si ottengono vini di grande struttura e personalità, spesso atipici rispetto ai bianchi più comuni.
A seconda del territorio e dell’interpretazione, può dare vini complessi, profondi e longevi, capaci di raccontare in modo autentico il luogo da cui provengono.

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